No Brain , No Gain

Abbiamo incontrato Cesare Moroni Ceo e Cofondatore di S2E appena finita la sua seconda IronMan e ne abbiamo approfittato per capire come una gara così estrema metta alla prova mente e corpo con positive ricadute sulla nostra vita professionale.

Cesare, sei al tuo secondo IronMan, perché hai iniziato?

Durante questo percorso, mi sono reso conto che tutti quelli che decidono di iniziare hanno spesso ottimi motivi per farlo. Uno dei miei amici ha iniziato come reazione per aver perso suo padre, un altro cercava di riprendersi da una storia d’amore finita male, per un altro rappresentava la reazione ad una grave malattia da cui era finalmente uscito. Per quanto mi riguarda, ho iniziato perché mi è sempre piaciuto vedere cosa c'è oltre la siepe ... chiedermi: qual è il mio limite? È un limite reale? Vediamo se riesco a superarlo o no ... in ogni esperienza che faccio, cerco di superare i miei limiti e ... sai una cosa? I limiti sono, quasi sempre, solo nella mia mente ... Inoltre, cosa altrettanto importante, sono diventato papà per la quarta volta a 44 anni, volevo dimostrare a me stesso di essere capace di fare qualcosa di drammaticamente nuovo nella mia vita, anche per mantenermi energico e in salute così da accompagnare la crescita del mio 4 ° bambino e dei suoi fratelli nel miglior modo possibile per gli anni a venire.

Che cosa hanno in comune l’IronMan e il business?

Ahah bella domanda! L’IronMan è un lungo viaggio, che inizia molto prima del giorno della gara. Come nel business, devi pianificare tutto in largo anticipo e seguire la strategia che hai creato per arrivare al giorno di gara completamente pronto. Devi curare ogni dettaglio, perché ogni piccolo incastro che non funziona, può fare una grande differenza alla fine della gara. Per farti un esempio, l'anno scorso alla mia prima IronMan a Cervia, ho concluso la frazione di nuoto molto bene, impiegando addirittura meno tempo di quanto avessi previsto ma, durante la tappa di bici, non mi sentivo perfettamente a mio agio in sella alla mia bici da crono, quindi ho tenuto una cadenza di pedalata leggermente inferiore a quanto programmato, 78 giri al minuto invece di 85/90. Questo dettaglio, davvero minimo, ma ripetuto su un percorso di 180 km, mi ha letteralmente bruciato i muscoli delle gambe, così quando ho iniziato l’ultima parte della gara, la maratona, le mie gambe non sono state in grado di mantenere un ritmo costante per tutti i km ed ho finito la gara camminando durante gli ultimi 15 km! Inoltre, la giornata della gara è davvero luuunga. Una volta lì perciò, quasi tutto potrebbe essere leggermente o molto diverso da quello che si è pianificato, quindi è importante, esattamente come nel business, essere flessibili, reattivi e creativi, in grado di cambiare approccio mentale rapidamente per trovare una nuova soluzione mentre la gara sta andando avanti.

Quali lezioni di business ti ha insegnato l’essere un IronMan

  • Avere un buon piano e seguirlo alla lettera
  • Tenere conto dei dettagli
  • Essere pronti a confrontarsi con situazioni impreviste e quindi essere reattivi nel risolvere qualunque situazione anche la più bizzarra
  • Essere sempre consapevoli di quanto accade intorno noi perché le circostanze potrebbero cambiare improvvisamente

Come è cambiata la tua vita dopo l’IronMan?

E’ migliorata! Sono diventato un esperto nel gestire il tempo! Una volta deciso gli impegni professionali e familiari della giornata, riesco sempre a trovare il tempo e luogo giusto per svolgere il mio allenamento quotidiano. Allenarmi è una costante della mia giornata e mi aiuta a scaricare la mente ed a rinfrescarla, quindi anche il mio lavoro ne beneficia riesco ad essere più propositivo e creativo. Ho imparato a godermi la fatica dell’allenamento, ogni singola goccia di sudore è conquistata. L’IronMan mi ha trasformato anche in un grande esperto di tecnologia e di teoria applicata dell’allenamento per la bicicletta, il nuoto e naturalmente la corsa così, come è mia abitudine anche in altri campi prima mi informo, leggo libri di esperti della materia, poi faccio mia la pratica.

Riesci a immaginare un ”te” ancora migliore? Trova la tua strada e seguila!

Ho sempre creduto che ogni giorno avrei potuto migliorarmi ancora, essere un “me migliore" e non mi riferisco solo allo sport ma in generale. Ad esempio, amo imparare e parlare nuove lingue straniere, quindi ogni giorno mi impegno e riesco ad apprendere nuovi vocaboli, ascolto e leggo articoli, libri per esercitarmi. In questi giorni mi sto esercitando su un paio di lingue così concludo la giornata con la mente più ricca. Lo stesso discorso vale per la mia vita professionale, credo davvero che l'apprendimento permanente sia la chiave per rimanere giovani e motivati.

Grazie Cesare per questa chiacchierata…dal canto nostro scommettiamo che si sta già allenando per il terzo IronMan!

In realtà prima della fine della stagione vorrei fare almeno un'altra gara di distanza “half IronMan”, ne ho disputate 2 in preparazione della gara di Nizza e vedremo quali obiettivi porci per l’anno prossimo… grazie a voi!